| L'approccio della chimica verde |
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La definizione più ampiamente accettata di chimica verde è “il disegno, lo sviluppo e l’implementazione di processi e prodotti chimici per ridurre o eliminare sostanze pericolose per la salute umana e l’ambiente”. Questa definizione è stata sviluppata da Anastas e Warner nei 12 principi elencati nella tabella seguente: I Dodici Principi della Green Chemistry 1. E’ meglio prevenire i rifiuti inquinanti, piuttosto che intervenire per trattarli o eliminarli dopo che sono stati prodotti. 2. I metodi di sintesi devono essere progettati in modo da massimizzare l'incorporazione di tutti i materiali utilizzati nel processo all'interno del prodotto finale. 3. Ogni volta che è possibile, le metodologie di sintesi dovrebbero essere progettate in modo da utilizzare e generare sostanze che abbiano una tossicità nulla o bassa per la salute umana o per l'ambiente. 4. I prodotti chimici devono essere progettati in maniera da preservare l’efficacia della funzione, riducendo la tossicità. 5. L’utilizzo di solventi e di prodotti ausiliari (per es. solventi, agenti per operazioni di separazione, ecc.) dovrebbe essere reso non necessario quando possibile, ed essere innocuo quando utilizzato. 6. I consumi energetici dei processi chimici dovrebbero essere valutati per il loro impatto ambientale ed economico, e minimizzati. I metodi di sintesi dovrebbero essere condotti a temperatura e pressione ambiente. 7. Ogni volta che sia tecnicamente ed economicamente praticabile, le materie prime e le risorse naturali dovrebbero essere rinnovabili e non esauribili. 8. Quando possibile, le derivatizzazioni non necessarie (gruppi bloccanti, protezione/deprotezione, modifiche temporanee di processi fisico/chimici) dovrebbero essere eliminate o minimizzate. 9. I reattivi catalitici (il più possibile selettivi) sono preferibili ai reattivi stechiometrici. 10. I prodotti chimici dovrebbero essere progettati in modo che al termine della loro vita utile non persistano nell’ambiente e siano demoliti in prodotti di degradazione innocui. 11. Devono essere sviluppate metodologie analitiche che consentano il controllo e il monitoraggio dei processi in tempo reale, prima della formazione di sostanze pericolose. 12. Le sostanze e la forma in cui vengono utilizzate nei processi chimici devono essere scelte in modo da minimizzare il rischio di incidenti chimici (compresi il rilascio nell’ambiente, esplosioni e incendi). (Anastas, Paul T. and Warner, John C. Green Chemistry Theory and Practice, Oxford University Press, New York, 1998). |





